La peculiarità geologica della rupe su cui sorge Orvieto, ha permesso agli abitanti di scavare, in quasi tre millenni, oltre 1200 tra grotte, cunicoli, pozzi, passaggi inaspettati, che creano una “città sotterranea” sotto il tessuto urbano.

Il sottosuolo orvietano venne alla luce sul finire degli anni Settanta e tenne occupati archeologi e speleologi per lungo tempo, in quanto, innumerevoli furono le scoperte delle attività esplorative, da pozzi etruschi scavati per ricercare l’acqua ad antichi manufatti fino al ritrovamento più importante, ossia un intero frantoio medievale, completo di macine, pressa, focolare e mangiatoie per gli animali, condutture per l’acqua e cisterne.