La torre offre un panorama mozzafiato, facendo da spartiacque tra i quartieri cittadini, Stella, Corsica, Olmo e Serancia, trovandosi nell’incrocio tra via Duomo, Corso Cavour e via della Costituente. Proprio su quest’ultima spicca una targa su cui vi è incisa una terzina dantesca: “Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura, color già tristi, e questi sospetti!” ( Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio VI ).

In origine chiamata Torre del Papa, venne donata da Leone X al popolo orvietano nel 1515, assunse poi il nome di Torre del Moro, in riferimento ad un orvietano, soprannominato “il Moro”, che risiedeva in una casa vicina alla torre.